Ventiquattr’ore per il Signore

Ventiquattr’ore per il Signore

Ricordo l’attesa fuori alla porta della stanzetta dove il sacerdote stava confessando uno dei miei compagni di classe in terza elementare; era il giorno della mia prima confessione ed ero un po’ nervosa; continuavo a ripetere nella mia testa quell’unico peccato che era sulla mia “lista” e che mi ero preparata. Quando finalmente la porta si aprì, entrai e mi sedetti davanti al sacerdote che mi accolse con un sorriso paterno; incoraggiata dal suo atteggiamento, dissi tutto d’un fiato il mio peccato e alzai lo sguardo per vedere la sua reazione; anche lui mi guardò e mi disse gentilmente: «Tutto qui? Non hai nient’altro da confessare?» «Tutto qui?» Non so esprimere esattamente cosa provai dentro in quel momento: forse la paura di non aver fatto bene il mio...