In attesa di Colui che mi vede

In attesa di Colui che mi vede

“Quando era ancora lontano, suo padre lo vide” — Luca 15:20

Hai mai camminato in una stanza, sentendoti invisibile? O hai mai investito in una relazione solo per poi vederti progressivamente ignorato? Ti sei mai sentito invisibile o non conosciuto in profondità?

In modi diversi, ognuno di noi si imbatte in questi tipi di limiti relazionali.  Qualcuno cerca di mettersi in mostra fino a “costringere” gli altri a prestargli attenzione. Qualcun altro diventa silenzioso, educato, camaleontico perché essere notato è davvero doloroso quando veramente la relazione profonda e autentica alla quale tendiamo sembra impossibile. E non serve avere una laurea in psicologia per capire che molti bambini (e adulti) che si comportano in maniera aggressiva sono consapevolmente o inconsapevolmente alla ricerca disperata di quella sana attenzione che non hanno mai ricevuto.

  • Pausa per pregare: ti sei mai trovato in una di queste situazioni?  Vuoi raccontare ora a Gesù quella esperienza? Cosa ha da dirti Gesù?

Quando ero piccola, avevo un’amica di penna che viveva in un altro stato e, sebbene ricordo di averla incontrata solo due volte di persona, era davvero una delle mie amiche più intime dell’infanzia. Nel periodo culminante della nostra corrispondenza ci scrivevamo lettere botta e risposta almeno una volta alla settimana. Alla fine raccolsi un’intera scatola di sue lettere scritte a mano, e immaginavo che sicuramente saremmo rimaste amiche per sempre, fino a quando iniziò l’adolescenza. Cominciai a notare che quelle lettere arrivavano sempre più raramente. La gioia di controllare la buca delle lettere diminuì gradualmente, semplicemente perché ad un certo punto la corrispondenza cessò. Cercai di resistere per un po’, continuando a prendere l’iniziativa, continuando a scriverle, ma alla fine dovetti rassegnarmi al fatto che aveva semplicemente altri amici che erano diventati più importanti di me.

Sicuramente le relazioni umane possono andare e venire e quelle che durano veramente per tutta la vita sono rare. Ma questa esperienza di essere apparentemente dimenticati da un’amica mi ha insegnato qualcosa di importante del cuore umano: sebbene i nostri meccanismi di difesa possano dire il contrario, desideriamo essere visti, essere conosciuti, essere cercati, non per quello che possiamo produrre o dare o fare. Desideriamo essere amati semplicemente perché esistiamo.

Il Vangelo frantuma le nostre delusioni e illusioni e ci ricorda attraverso la Buona Novella che abbiamo un Dio che ci cerca così disperatamente da non sopportare di stare inerme mentre noi ci sentiamo persi. Così Lui ha mandato la “squadra di ricerca e salvataggio” più inaspettata che il mondo avesse mai conosciuto. Dio ha mandato il suo Figlio, Dio fatto uomo, un neonato indifeso che piange in una mangiatoia in un piccolissimo villaggio della Palestina allattato da un’adolescente che fu scelta come Madre di Dio.

Il Nostro Dio è un Dio di iniziativa, instancabile nella Sua ricerca di relazione con noi. Meditando semplicemente sul mistero dell’Incarnazione si trova sufficiente cibo spirituale su cui riflettere per una vita intera.

  • Pausa per pregare: cosa significa per me l’Incarnazione di Gesù? Ho mai realmente riflettuto sul valore del Suo desiderio di salvarmi?

Una sottile tentazione non appena ci avviciniamo al tema della preghiera potrebbe essere quella di chiedere costantemente a noi stessi (o al nostro parroco, o al nostro direttore spirituale o al nostro coniuge: cosa c’è bisogno che faccia per migliorare la mia relazione con Dio? Come posso pregare meglio? Qual è l’ultimo podcast su questo argomento? Queste non sono assolutamente domande sbagliate, ma se il fulcro della nostra preghiera rimane esclusivamente “Cosa c’è bisogno che io faccia?” poi, alla fine del giorno, guardandoci indietro allo specchio la nostra fede può velocemente diventare un progetto di auto-aiuto.

Invece sono convinta che c’è essenzialmente una domanda che non dobbiamo mai stancarci di porci: “Gesù, ho ricevuto il tuo amore oggi?” Un mio direttore spirituale mi disse una volta: “Sii generosa nel ricevere”. Suona un po’ strano, vero? Una sorta di ossimoro, una contraddizione. Non abbiamo il dovere di essere generosi nel donare? Sì. Ma, naturalmente, avrei dovuto capire prima che la fede cattolica è famosa proprio perché contempla questi due atteggiamenti insieme. Così sì siamo chiamati a dare, ma, perfino Gesù ci invita prima ad essere generosi nel ricevere: a ricevere la Sua grazia, le Sue parole, il Suo Cuore, la Sua amicizia, il Suo amore, a ricevere Lui!

  • Pausa per pregare: Gesù come mi ha dimostrato il Suo amore precisamente da quando mi sono alzato?

Ci saranno sempre migliori suggerimenti e consigli su come avere una vita di preghiera più forte e possiamo essere aperti ad esplorarli. Ma alla fine della giornata, se ci avviciniamo alla preghiera come ad un compito per casa che ci viene assegnato, finiremo per essere insoddisfatti.

Gesù ha lettere che aspettano me e te per ogni giorno della nostra vita. Ha cominciato a scrivere queste lettere dall’eternità. Sono scritte nella nostra lingua, e sempre inviate al nostro corretto indirizzo, anche se noi continuiamo a girovagare.  Non importa se non ci alziamo dal letto per controllare quelle lettere, ci stanno ancora aspettando nella posta. Lui non si stanca mai di scriverci per ricordarci quanto ci ama, facendoci notare le parti di noi che pensiamo nessuno conosca. Tutto quello che dobbiamo fare è alzarci e aprire la posta per ricevere quello che c’è dentro. Per ricevere Chi c’è dentro. Alcune cassette della posta hanno le chiavi perché i contenuti sono unici e preziosi. Immagina la posta peggiore che tu abbia ricevuto in tutta la tua vita; ora pensa all’esatto opposto. Questo è quello che stai per ricevere. Magari non è una coincidenza che la Chiesa Cattolica abbia una piccola scatola (il tabernacolo) con una chiave. È come se ci fosse qualcosa di Prezioso in essa, come la miglior lettera di tutta la tua vita, a parte il fatto che è una Persona che ti vede prima che tu lo faccia con la posta.

“Quando era ancora lontano, suo padre lo vide” — Luca 15:20

Proposito concreto suggerito: “Essere generoso nel ricevere”

  • Se tu attualmente preghi poco o non preghi mai, comincia questo mese raccogliendoti per 5 minuti in silenzio ogni giorno per ricevere una “lettera” quotidiana da Gesù. Mettiti sotto il suo sguardo quando ascolti la Parola attraverso i versetti della Sacra Scrittura suggeriti. Clicca qui
  • Se hai l’abitudine di pregare ogni giorno, fai un passo in più in ricettività: questo mese dedica 5 minuti ad un raccoglimento silenzioso ogni giorno per rimanere con Lui e riflettere sulla domanda: Signore, come mi hai amato nelle ultime 24 ore?

La riflessione di questo mese è scritta da Ruth Kuefler, AVI.

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