L’Offertorio: “Hai mutato il mio lamento in danza”

L’Offertorio: “Hai mutato il mio lamento in danza”

Un po’ più di due anni fa, ho vissuto un’esperienza che mi ha fortemente segnata. E’ venuto a bussare alla mia porta fratello dolore, come direbbe San Francesco. Avevo da poco subito un intervenuto chirurgico abbastanza semplice, che sembrava esser andato bene, ma di fatto il mio corpo faticava a riprendersi. In quei giorni ho ricevuto una rara mail da una mia carissima amica dai tempi dell’università, Sarah, che condivideva il momento difficilissimo che stava vivendo. Sarah è sempre stata un esempio di una fede e speranza incrollabili ed è famosa per la sua gioia e senso di umorismo in ogni situazione. Sapendo questo, ho subito capito la gravità del suo stato interiore quando Sarah ha supplicato me e altre amiche a pregare per lei, perché la sua fede rischiava...

Quel Dio che ci sorprende

Quel Dio che ci sorprende

‹‹Da venti giorni ho sentito la chiamata a seguire Dio in focolare. Ho scelto Lui e a Lui voglio donarmi con tutto me stesso. Non ho altro progetto nella vita se non fare la Sua volontà. Vorrei entrare in focolare non per la gioia o per la bella atmosfera che c’è. Io vorrei entrare in focolare per Gesù Abbandonato(…), il minimo che posso fare è dare la mia vita per ricambiare un po’ il Suo immenso Amore ››. Queste sono le parole che ha scritto un mio carissimo amico, Rino Zucchero, quando aveva deciso di consacrare la sua vita nel movimento dei focolari. Riecheggiano un po’ le parole del Salmo 116 “Cosa renderò al Signore per quanto mi ha dato?”. A me sembra che alla base di ogni risposta generosa alla chiamata di Dio, ci sia il prendere coscienza che si è in...

«Donna, perché piangi?»

«Donna, perché piangi?»

Giovanni 20,11-1 Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l’altro ai piedi, lì dov’era stato il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?» Ella rispose loro: «Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l’abbiano deposto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Gesù le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: «Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto, e io lo prenderò». Gesù le disse: «Maria!» Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» che vuol...

«Vuoi guarire?»

«Vuoi guarire?»

Giovanni 5,1-9 Dopo questi fatti, ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici,sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.   Cerchiamo di...

Vivere il Mistero Pasquale nella preghiera

Vivere il Mistero Pasquale nella preghiera

«Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto» (Gv. 12,24). Nel nostro cammino spirituale dopo esserci riproposti fermamente di approfondire il nostro rapporto con Gesù ed esserci incontrati con Lui quotidianamente attraverso la sua Parola nella Scrittura, possiamo scoprire che la nostra esperienza di preghiera corre parallela a diversi momenti della vita di Gesù, particolarmente a quelli del Mistero Pasquale. Attraverso la nostra preghiera, il Signore ci permette di entrare nella sua passione, sepoltura e risurrezione così come nei suoi tre anni di ministero pubblico. È possibile che all’inizio del nostro cammino con il Signore, appena dopo essere stati chiamati da Lui ad una sequela più profonda, anche...