La trasgressione delle novizie

La trasgressione delle novizie

Immaginatevi un ritiro di novizie. Poco conta che vestano in jeans e felpa col cappuccio. Simona, la mia consorella che tiene il ritiro, le spiazza quasi subito: “Per essere fedeli, bisogna essere trasgressive”. E parla di Maria, la più trasgressiva di tutte. Perché ha creduto nell’impossibile. E di quel Dio, per il quale nulla è impossibile con il sì di una piccola creatura tutta piena di amore. La parola piace. A chi non piace la trasgressione? Mi viene in mente (chissà come mai) Chesterton. E quel suo andare controcorrente che è la cifra delle cose rigorosamente vive; e anche quel suo (cosa ancora più strana di questi tempi) Uomovivo, che ha “sfidato le convenzioni e rispettato i comandamenti” (ci ha travolto tutti, l’altro giorno nell’Aula Magna della...

L’universo, il lunedì e tre poesie

L’universo, il lunedì e tre poesie

E così mi ritrovo un mondo nuovo di zecca. Sarà che oggi è lunedì, e le cose devono essere risorte ieri anche loro, perché hanno quell’odore dei vestiti  appena comprati, e il colore fresco di una staccionata appena dipinta, quasi surreale. Il lunedì è un regalo. Promessa di una settimana tutta nuova. Ma oggi non mi perdo in quella teologia del lunedì che l’altra settimana mi ha quasi fatto ritornare a casa prima di arrivare in piscina. Intendo dire che mi ero alzata presto una mattina, per adempiere a quel dovere verso il proprio corpo che si chiama sport, almeno a cadenza mensile voglio dire, e senza pensare troppo avevo afferrato il borsone e mi ero gettata in strada. Per essere aggredita da quell’odore di nuovo, da quel colore brillante che avevano tutte le...

Normali e Strani

Normali e Strani

Questa meditazione vuole essere una pista per la riflessione sull’identità, su chi siamo, cioè, e chi siamo chiamati ad essere – perché l’identità cristiana è sempre vocazionale, protesa al futuro, ad un compimento dell’essere – e anche su chi siamo-continuamente-fatti, perché l’identità cristiana non proviene dal nostro sforzo principalmente, anche se chiede in ogni istante la nostra adesione, ma dalla Grazia, che “ci fa”. La domanda sull’identità, infatti, in san Francesco nasceva in questo modo, tra i boschi della Verna: “Chi sei tu? E chi sono io?”. Posso scoprire chi sono, ricevere il mio significato, soltanto se Tu, Signore, me lo riveli, rivelando te stesso a me. Solo nella preghiera dunque posso attingere alle sorgenti del mio essere, che non sono in me...