San Paolo: Apostolo della Libertà

San Paolo: Apostolo della Libertà

Nel 1993 frequentavo a Roma l’ultimo anno di Teologia alla Pontificia Università Lateranense. Tra i tanti bei corsi uno in modo più profondo mi colpì: l’esegesi del Nuovo Testamento e in particolare delle lettere di San Paolo. Il professore, Romano Penna, biblista conosciuto a livello internazionale, appassionato di Paolo, è riuscito a far subire anche a noi studenti il fascino di questo personaggio unico nella sua instancabilità nell’annuncio dell’Evangelo.

Tra gli studenti del professor Penna, uno già allora spiccava sì da diventare poi il suo successore: Giuseppe Pulcinelli.

L’amicizia che il Signore mi ha donato in tutti questi anni con Monsignor Giuseppe Pulcinelli, mi ha portato a leggere e a gustare molti dei suoi numerosi contributi teologici e mi ha fatto sempre più ammirare questa figura di Paolo, di cui ben 13 su 27 libri neotestamentari portano il nome.

Del resto anche il nostro fondatore, Padre Salvatore Scorza, ha sempre mostrato un particolare interesse per san Paolo e san Domenico a motivo del loro fervore apostolico: se anche gli Apostoli/e della Vita Interiore non sono né “Paolini”, né “Domenicani”, non si può non essere contagiati dallo zelo di Paolo e di Domenico. (In realtà Domenico stesso subì sicuramente il “contagio” di Paolo. Si dice di lui che conoscesse quasi a memoria le lettere paoline).

Ma qual è il nucleo del pensiero di Paolo che ha plasmato tutta la sua vita di credente? Qual è l’essenza dell’Evangelo paolino?
“Il giusto per fede vivrà” ( Abacuc 2, 4; Rm1, 17). L’uomo che crede è libero dal peccato e dalla morte perché reso tale dalla “giustizia di Dio” che lo “giustifica” gratuitamente. Dio “è colui che giustifica l’empio”(Rm 4, 5).

Questa è davvero una bella notizia! La Legge e le sue prescrizioni non sono più condizione di salvezza. “Per il cristiano la libertà-liberazione precede qualsiasi tipo di obbligazione…La giustizia salvifica di Dio per un atto di grazia interviene a giustificare il peccatore che crede, a perdonare l’empio che si affida a Cristo…Questo è il punto fermo pre-dato da cui scaturiscono una serie di implicazioni per la vita del cristiano, anche nel campo dell’etica” ( Giuseppe Pulcinelli). “Cristo ci ha liberati per la Libertà”. (Gal 5,1).

La libertà cristiana, lungi dall’essere liberalismo e egocentrismo immaturo, è servizio. Paolo continua: “Voi, fratelli , siete stati chiamati a libertà. Purché questa libertà non divenga un pretesto per vivere secondo la carne; piuttosto mettetevi a servizio gli uni degli altri mediante l’amore. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il prossimo come te stesso” (Gal 5, 13-14).

 Si è liberi di amare, liberi di sottomettersi a tutti coloro che il Signore ci mette sul cammino, liberi di dare la vita in modo costante ed oblativo, liberi di uscire da noi stessi. Non è sempre facile accogliere questa “chiamata alla Libertà”.

 Paolo per primo riceve questa libertà-liberazione sulla via di Damasco. Il suo cuore è aperto all’accoglienza di questo regalo, è pronto ad accettare Cristo. Tuttavia in quanto ebreo osservante, aderente al gruppo dei farisei, “quando il Signore lo chiama, Il distacco che sente di dover compiere non consiste nel lasciare il lavoro o la famiglia, ma qualcosa di ancora più intimo e sacro: l’immagine stessa di Dio e il rapporto con Lui basato sulla stretta osservanza della legge mosaica; non c’è cosa più lacerante che doversi ricredere su ciò in cui si pone tutta la propria sicurezza , e viene gelosamente custodito come valore assoluto, da difendere anche a costo di usare la violenza contro chi lo minaccia” ( Giuseppe Pulcinelli).

Ora Paolo aperto a Cristo e finalmente libero è disposto a mettere in pericolo (ed in effetti morirà martire) persino la sua vita perché tutti conoscano questa libertà di amare: Cinque volte dai giudei ho ricevuto i trentanove colpi; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balia delle onde. Viaggi innumerevoli, pericoli dai pagani, pericoli nelle città, pericoli nel deserto, pericoli sul mare, pericoli da parte di falsi fratelli; fatica e travaglio, veglie senza numero, fame e sete, frequenti digiuni, freddo e nudità. E oltre a tutto questo, il mio assillo quotidiano, la preoccupazione per tutte le Chiese…”(2 Cor 11,24-28). Che incredibile libertà di amare!

Quest’anno ho appena varcato la soglia del mezzo secolo. Mi sono soffermata a riflettere un po’ di più sugli innumerevoli interventi di Dio nella mia vita. Quante grazie! Impossibile ricordarle e contarle. Dalle grazie spirituali (la possibilità di conversare ogni giorno con il mio Dio, i sacramenti che sono veri e propri miracoli di cui possiamo beneficiare) ai continui atti di amore che riceviamo dagli altri e che noi, a nostra volta, abbiamo la possibilità di fare, grazie a Lui.

Quante belle persone il Signore ha messo sul mio cammino! Soltanto in questo mese ,per esempio, il Signore mi ha ridonato l’incontro con due persone care negli anni della mia infanzia e adolescenza.

E’ un assaggio di paradiso! Se già sulla terra siamo particolarmente felici di rincontrare una amicizia che negli anni non avevamo più avuto l’occasione di coltivare, che sarà quando ci ritroveremo tutti in Paradiso?…La fede ci apre gli occhi e ci rende più sensibili nel riconoscere l’agire salvifico di Dio, i suoi doni, il suo amore per noi, la sua bontà, la sua misericordia infinita.

 Paolo liberato e libero a motivo della sua fede in Cristo si sente sopraffatto dall’immeritata bontà di Dio nei suoi riguardi. Da qui nasce il suo desiderio incontenibile che come fuoco bruciante nel suo interiore lo spinge alla missione e lo obbliga alla predicazione dell’Evangelo. Di fronte ad un santo come Paolo, una preghiera mi sale spontanea: “Signore, credo, aiuta la mia incredulità”(Mc 9,24). Anch’io voglio vivere di fede. Anch’io voglio essere libera.

Proposito concreto: Se mi accorgo che la mia fede non è forte posso chiedere al Signore con perseveranza : “Signore credo, aiuta la mia incredulità” . Posso anche cercare, chiedendo l’aiuto a Dio, di esercitare la mia libertà di amare verso una persona in particolare che mi è più difficile da amare e mettere prima di me stesso/a.

La meditazione di novembre è a cura di Loredana Mazzei.

Per ascoltare l’audio clicca qui https://soundcloud.com/acquazampillante/paolo-apostolo-della-liberta

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