La vera gioia

La vera gioia

Alzi Alzi la mano chi vuole essere felice. Pienamente, completamente felice. Vedo tante mani alzate, forse perché essere felici è un po’ il desiderio di tutti. Possiamo dire che tutti vivano questa felicità che desiderano?  Siamo noi veramente felici e circondati da persone altrettanto felici? Possiamo forse affermare che tutto quello che facciamo ha sempre come scopo il raggiungimento di questa felicità? Ricordo che quando ero adolescente la ricerca della gioia era veramente essenziale per me, era il motivo per cui sceglievo di fare o non fare qualcosa. Se non ero sicura che un’iniziativa, l’andare in un certo posto con i miei amici ci avrebbe reso felici allora non partecipavo perché mi sembrava una perdita di tempo per me. Le “vasche” avanti e indietro in Corso Matteotti a Varese per guardare o le vetrine o i ragazzi? No, grazie. Uscire la sera tanto per uscire? Idem. Ah! Elena ma tu eri già allora una mezza suora, non fai testo! Non è vero! Certo tra le cose che sceglievo c’erano quelle spirituali ma per me la gioia era anche alzarmi per andare a vedere l’alba, o fare una gita in montagna o guardare una partita di calcio (della Juventus, ovviamente!), pianificare e poi attuare scherzi brillanti o giochi divertenti con amici, parenti o i ragazzi della parrocchia,… Insomma la vita andava vissuta con entusiasmo. “Vivere e non vivacchiare” era il motto del “mio eroe” , il beato Piergiorgio Frassati e ben presto divenne anche il mio. Oso pensare che sia così per tutti: la gioia è un desiderio profondo dell’animo umano, il  motore per una vita che vale la pena di essere vissuta. “Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la fede mi darà la forza sarò sempre allegro. Ogni cattolico non può non essere allegro; la tristezza deve essere bandita dagli animi dei cattolici” per citare ancora il beato Frassati. Ecco forse è proprio questa la profezia del nostro tempo: essere i testimoni della gioia. In un mondo in cui  si ha tutto ma non basta niente, dove si corre ma non si sa fermarsi e apprezzare il dono della vita, dove siamo tutti connessi ma non sappiamo più comunicare in modo umano, naturale, semplice e spontaneo ci è chiesto, forse più che mai, di essere persone gioiose. C’è un canto composto da Msgr. Frisina: “La vera gioia nasce nella pace, la vera gioia non consuma il cuore, è come fuoco con il suo calore e dona vita quando il cuore muore; … la vera gioia libera il tuo cuore, ti  rende canto  nella libertà”. Che bella questa gioia, questa pace autentica che libera il cuore. Il Signore vuole proprio questo per noi. Ce lo dice nel Vangelo di Giovanni: “Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi è  la vostra gioia sia piena” (Gv 15,11). 

Come si trova questa gioia vera, quale nè il segreto? Forse un semplice ragionamento puo’ indirizzarci sulla strada giusta. Noi non vogliamo un po’ di gioia, non ci basterebbe. Vogliamo di più. Cerchiamo una gioia che non finisca mai. Come saziare un tale desiderio? Puo’ forse un oggetto, un lavoro, una vacanza, una posizione sociale, una relazione davvero colmarlo? Diremmo di no per il semplice fatto che qualunque di queste cose è finita, limitata e come tale, risponde solo in parte a quel desiderio che invece è infinito nella sua profonda natura. Solo un infinito puo’ saziare il desiderio di gioia e felicità che è nel cuore umano. Ecco, non occorre essere filosofi per trarre la logica conclusione e capire e accettare quello che la Sacra Scrittura ci insegna: “Cerca la gioia nel Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore” (Salmo 36,4). E ancora: “Nella tua volontà è la mia gioia” (Salmo 118:16). In Dio è la vera gioia perché la gioia è rimanere in questo amore che ci ha creati, nel quale e per il quale siamo mantenuti nell’esistenza. Prova a pensarci ogni mattina quando ti alzi e ti guardi allo specchio: sono viva e non ho fatto nulla per ricevere questo dono anche oggi. Andando a letto ieri sera non avevo di per sè la certezza assoluta di risvegliarmi e ricevere un nuovo giorno e invece, senza alcun merito da parte mia, nonostante tante mancanze della giornata di ieri, ecco che mi viene donato un altro giorno! Dio, che fin dal grembo materno ci ha voluti e amati (prega con il salmo 138 per riconoscere quella Grazia) rimane con noi sempre, non cambia la sua prospettiva, non lo puo’ fare. Questa è la realtà di Colui che ci dice: come il Padre ha amato me così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio Amore! Ecco spiegata l’unica fonte possibile della VERA gioia. Io e te l’abbiamo vista nel volto di un amico, nel sorriso di un bambino, in una mamma che si spende per ciascuno dei suoi figli, nel sacerdote che ci guarda negli occhi prima di donarci il Perdono del Padre, in un lavoratore umile e fedele, … (ti invito a continuare ora il tuo elenco personale dei volti della Gioia che hai conosciuto).

L’Apostola della Vita Interiore vuole essere testimone di questa gioia perché si sa amata e desidera trasmettere la pace vera ad ogni persona che incontra. Se non fossimo Apostole della Vita Interiore forse potremmo chiamarci Apostole della Gioia. Ricordo forse uno dei complimenti più belli che abbiamo ricevuto. Una persona mi ha detto una volta: sister, si è vero voi dite che non portate l’abito ma invece un abito l’avete. Davanti al mio sguardo perplesso e forse un po’ confuso  per l’evidente contraddizione mi sono sentita rispondere: la gioia è il vostro abito. Beh, allora ne andiamo fiere. Che bello questo “abito”. La gioia non è il sorriso a tutti i costi, non è ignorare le difficoltà, non è un ottimismo disincarnato che non è in contatto con la realtà, non è l’atteggiamento di coloro a cui “va tutto bene” (ma esistono veramente queste persone? Nella realtà, non nei film o nei reality show). La gioia è la verità di chi ha capito la vita. Sa che essa  è eterna e quella sulla terra né è solo l’inizio e per questo sa rimanere in contatto con l’Eterno. Gioia è tenere lo sguardo verso l’alto e non permettere a nulla di annebbiare la vista. 

Il Signore, Colui che è la sorgente della gioia ci ha detto: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo (Mt28,20). Allora la gioia dovrebbe essere il nostro pane quotidiano. Ma noi diciamo: Dio non lo sento vicino, non è vero che è con me, sempre. Puo’ Dio mentire? Ti faccio una domanda che mi ha provocato molto quando l’ho sentita: Lui dice che è vicino ma io non lo sento e penso che sia lontano. Chi si è “mosso” veramente, io o Lui?

Che ci accompagni nella nostra preghiera Maria, l’Immacolata, la Madre della Gioia Colei che con il suo Sì ha accolto la Sorgente della Gioia nel suo Cuore e che è  per noi modello e compagna nel cammino.

Proposito concreto

Prova a pensare un ambito nella tua vita dove non hai ancora lasciato che la gioia del Signore sia presente e prova ad aprire il tuo cuore per riceverla.

La meditazione di giugno è a cura di Elena Morcelli

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