La trasgressione delle novizie

La trasgressione delle novizie

Immaginatevi un ritiro di novizie. Poco conta che vestano in jeans e felpa col cappuccio. Simona, la mia consorella che tiene il ritiro, le spiazza quasi subito: “Per essere fedeli, bisogna essere trasgressive”. E parla di Maria, la più trasgressiva di tutte. Perché ha creduto nell’impossibile. E di quel Dio, per il quale nulla è impossibile con il sì di una piccola creatura tutta piena di amore. La parola piace. A chi non piace la trasgressione? Mi viene in mente (chissà come mai) Chesterton. E quel suo andare controcorrente che è la cifra delle cose rigorosamente vive; e anche quel suo (cosa ancora più strana di questi tempi) Uomovivo, che ha “sfidato le convenzioni e rispettato i comandamenti” (ci ha travolto tutti, l’altro giorno nell’Aula Magna della...

L’universo, il lunedì e tre poesie

L’universo, il lunedì e tre poesie

E così mi ritrovo un mondo nuovo di zecca. Sarà che oggi è lunedì, e le cose devono essere risorte ieri anche loro, perché hanno quell’odore dei vestiti  appena comprati, e il colore fresco di una staccionata appena dipinta, quasi surreale. Il lunedì è un regalo. Promessa di una settimana tutta nuova. Ma oggi non mi perdo in quella teologia del lunedì che l’altra settimana mi ha quasi fatto ritornare a casa prima di arrivare in piscina. Intendo dire che mi ero alzata presto una mattina, per adempiere a quel dovere verso il proprio corpo che si chiama sport, almeno a cadenza mensile voglio dire, e senza pensare troppo avevo afferrato il borsone e mi ero gettata in strada. Per essere aggredita da quell’odore di nuovo, da quel colore brillante che avevano tutte le...

Predicate il Vangelo, e se è proprio necessario usate anche le parole

Era un mezzogiorno di 7-8 anni fa… Solitamente, dopo le lezioni all’università Lateranense, tornavo in comunità in macchina, con i confratelli. Quel giorno no. Zaino in spalla, vado verso la fermata della metropolitana, per tornare a casa con i mezzi pubblici. Scendo le scale mobili e arrivo alla banchina a fianco ai binari. Aspetto… Un ragazzo, sui 17-18 anni si avvicina, mi domanda: “Sai qual è la fermata più vicina a ponte Milvio?” E io: “Certo, scendi a piazzale Flaminio, prendi il tram, poi scendi…aspetta, molto più facile, vieni con me, gran parte del tragitto è lo stesso che devo fare io per andare a casa!” Il ragazzo è felice: “Ok, allora andiamo insieme, grazie!” “Come ti chiami?” “Michele” “Piacere, io sono Mirco” Ci stringiamo la mano...