Il Buon Pastore: Immagine viva del Padre misericordioso

Il Buon Pastore: Immagine viva del Padre misericordioso

Quando Gesù chiede, come fece con gli apostoli: «Voi, chi dite che io sia?» (Mt 16,15) devo dire che la mia risposta recentemente continua ad essere: «Tu sei il mio Buon Pastore». Io so che il Buon Pastore mi ha accompagnato passo dopo passo sin dal mio concepimento nel grembo materno. Il Salmo 22 è sempre stato uno dei miei preferiti, un luogo di rifugio in momenti di sofferenza e paura. Lo recito a memoria, sussurrandolo al mio cuore e alle sue orecchie ed è fonte di consolazione e di forza. Ma mai come in questo anno appena trascorso, con così tanta chiarezza Gesù si è rivelato a me, e io l’ho percepito, come il Buon Pastore. In questi mesi ho scoperto e apprezzato soprattutto due sue qualità, la tenerezza e la forza. Questo vero Dio e vero uomo che cammina...

Apro il tuo sepolcro

Apro il tuo sepolcro

Dalle lodi di oggi (domenica della III settimana): «Dice il Signore Dio: Ecco io apro i vostri sepolcri, vi risuscito dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nel paese d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi risusciterò dai vostri sepolcri, o popolo mio» (Ezechiele 37). Io apro il tuo sepolcro. Sì, lo apro. Apro e scopro tutto ciò che attende redenzione in quella tomba. L’odore della tua umanità. Gli stracci di un amore non sempre compiuto. Le tue ossa secche e dure. La polvere della fatica quotidiana. Non ho paura del tuo sepolcro. Sono disposto ad affrontare questo luogo che allontana tutti gli altri (perché chi vuole sentire quella puzza?). E io non apro soltanto, ma entro. Sì, entro accanto a...

Amare è dare

Amare è dare

«Consumare è vita» scrive Stirner, un filosofo anarchico. Se non osi e non ti consumi non potrai dare vita e sarai tristemente sterile come colui che ha sotterrato il talento (cfr. Mt 25,14-30). Diciamoci la verità: chi è che vuole consumarsi? Non vogliamo forse tutti trattenere la vita? A fitness e creme affidiamo il nostro futuro, perché perdere se stessi fa paura. «Non abbiamo tempo nemmeno di respirare!», si dice. Figuriamoci se possiamo trovare tempo da regalare a chi sta male. È vero che ogni tanto nasce nel cuore un desiderio di questo tipo: «Vado a trovare Luigi, il mio vicino di casa anziano e malato», ma poi tanti pensieri si mettono in fila a spintoni rivendicando a voce alta i loro diritti: «Sono stanca! … Devo cucinare … lui non mi è mai venuto...

Può dare solo chi sa ricevere

Può dare solo chi sa ricevere

Mt 14,13-21 In quel tempo, avendo udito della morte di Giovanni Battista, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli...