Cristiano anonimo?

Cristiano anonimo?

Questa estate dovevo prendere un treno. Sarebbe stata solo un’ora di viaggio ed ero già pronta ad entrare nella benedizione dell’anonimato! Il rumore del treno sulle rotaie, le voci sommesse degli altri viaggiatori – tutto si confondeva nel sottofondo mentre mi armavo furtivamente di cuffiette e di una selezione di brani musicali – e la vita fuori era come un mantello per diventare invisibili! La prima parte della mia missione era quella di andare alla ricerca di un posto per sedermi. Mentre percorrevo il vagone, mi resi conto che trovare un angolo solitario non sembrava un’impresa facile, ma in ogni caso, ero armata del mio anonimato – e non avevo paura di usarlo! Colto di sorpresa, un ragazzo, forse uno studente universitario, mi fissò e mi fece segno che il...

La trasgressione delle novizie

La trasgressione delle novizie

Immaginatevi un ritiro di novizie. Poco conta che vestano in jeans e felpa col cappuccio. Simona, la mia consorella che tiene il ritiro, le spiazza quasi subito: “Per essere fedeli, bisogna essere trasgressive”. E parla di Maria, la più trasgressiva di tutte. Perché ha creduto nell’impossibile. E di quel Dio, per il quale nulla è impossibile con il sì di una piccola creatura tutta piena di amore. La parola piace. A chi non piace la trasgressione? Mi viene in mente (chissà come mai) Chesterton. E quel suo andare controcorrente che è la cifra delle cose rigorosamente vive; e anche quel suo (cosa ancora più strana di questi tempi) Uomovivo, che ha “sfidato le convenzioni e rispettato i comandamenti” (ci ha travolto tutti, l’altro giorno nell’Aula Magna della...

il giardiniere

il giardiniere

«Guardate l’agricoltore: egli aspetta pazientemente il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le piogge d’autunno e le piogge di primavera. Siate pazienti anche voi.» (Gc 5,7)     «ti amo.» partono due frecce, dritte nella carne promessa di vita e minaccia di morte.   ricevo i raggi del sole ma non li rispecchio perché io sono bella, ma bruna; assorbo quest’energia, mi brucia dentro incendia la foresta interiore e crea tronchi morti e nuovi spazi.   il giardiniere non si turba ma mette mano a quel suolo ancora caldo misto di ceneri, terra, calore, carne, passione, fertilità. con quella mano di infinita tenerezza tocca, afferra, scava, accarezza la sua terra trova casa.   lui attende, paziente come ogni uomo che lavora la terra...